TRA STORIA E LEGGENDA

.La carne di un toro, che avesse combattuto con i cani, fosse più tenera, pertanto gli stessi venivano legati con delle pastoie mentre i cani venivano lasciati liberi di affrontarli. In teoria il cane avrebbe dovuto afferrare il toro per il naso in modo tale che lo stesso si piegasse sulle zampe anteriori..

 Tutto questo chiaramente era ornato da gente che li acclamava e che scommetteva sugli esiti degli incontri. Come conseguenza di questo crudele sport, gli stessi cani raggiunsero un notevole valore economico spingendo oltremodo la selezione, da parte degli allevatori, a cani sempre più abili combattenti dotati di grande resistenza al dolore. Quanto sopra nell'attuale società civile sarebbe, o forse è meglio dire è, estremamente crudele, ma bisogna tener presente che in quei tempi un cane veniva mantenuto in vita solo se si fosse reso utile. La qualità della vita, che era deprimevole anche per l'uomo, fece si che madre natura diede corso ad una ulteriore selezione del Bulldog contribuendo alla formazione di soggetti ancora più forti e resistenti alla fame, alle intemperie e malattie. 

"Vivi o muori", questa era la dura regola di vita, in considerazione anche del fatto che le cure mediche erano pressoché sconosciute anche per gli esseri umani. Chiaramente in questa brutale maniera si diede luogo la genesi di un cane con una salute ferrea, grande capacità di sopportazione al dolore e carattere da cuor di leone. All'inizio del XIX° sec., quando la società cominciò finalmente a civilizzarsi e a giungere finalmente al bandimento del Bull Baiting e dei combattimenti tra cani, l'antico Bulldog si ritrovò improvvisamente gettato nell'oblio del tempo.

in Europa dovette assoggettarsi  all'inizio di un'altra selezione trasformando il leggendario combattente in un goffo e simpatico giocherellone che allieta e riempie la vita di chi ha la fortuna di apprezzare le sue indubbie doti di simpatia,intelligenza e capacità intuitive.

Parallelamente alla sola storia inglese, subentrò quella americana. In che modo arrivarono questi cani in America? 

   

I coloni inglesi, a causa di una forte crisi economica che travagliò la loro vita economica e sociale (1704 ca.), si spinsero alla conquista di nuove terre tra cui l'America centrale dove si trovarono inevitabilmente ad affrontare nuove ed aspre battaglie in occasione delle quali riuscirono ad occupare gran parte di territorio nel sud dello Stato della Georgia, ma grazie anche all'aiuto attivo e deterrente profuso nuovamente dai Bulldog che fronteggiarono senza timore alcuno le  incursioni degli indiani Creek ostili, che solo in seguito cedettero a Oglethorpe,  oltre che da qualsiasi predatore, nonché per proteggere e catturare il bestiame. Ben presto, grazie a prigionieri/debitori Inglesi fatti emigrare nelle colonie americane, questi cani adattandosi facilmente ad un nuovo stile di vita, si diffusero altrettanto rapidamente diventando un prezioso alleato presso le fattorie più isolate appartenenti anche a lavoratori inglesi decisi a giocarsi una "chance" per una vita migliore nel nuovo continente portando con se, oltre a tutti i loro averi, anche i loro preziosi cani, i veri Bulldog. 

  

Idea, quest'ultima, studiata per sfruttare questa zona geografica come una sorta di paracolpi tra le colonie inglesi della Virginia e Carolina, i Francesi a New Orleans e gli spagnoli in Florida. Inoltre tutto ciò, avrebbe alleggerito la Corona dalla responsabilità di dover sfamare un contingente numero di prigionieri e debitori detenuti. Molti sogni di questi uomini andarono in fumo insieme alle loro speranze. Nei primi anni furono veri e propri uomini di frontiera, con la terra che necessitava di disboscamenti e le colonie di protezione. La vita era dunque intensa ed affannosa sempre in continua competizione con la capacità di sopravvivere. Nel tempo in cui le esposizioni giunsero nel nuovo continente e l'American Kennel Club (A.K.C.) fu costiutita, la Nazione Americana soffrì una grave guerra civile. New York, Boston e Philadelphia furono i centri del commercio e della cultura, con Chicago come una sorta di cugino muscoloso al limite della frontiera. Il Sud fu considerato povero, maleducato e ritardato.


 Qualcuno intanto, tornando in Inghilterra, dopo il bandimento dei combattimenti fra cani, per continuare ad esporre dei soggetti dotati di una certa tipicità, pensarono bene di operare una nuova selezione creando un cane di taglia ridotta e con un carattere più mite, dando origine a quello che poi sarebbe divenuto il Bulldog Inglese simbolo nazionale degli Inglesi e della loro tenacia. In America, diversamente, il cane conservò la taglia ed il carattere dell'antico Bulldog tanto è vero che gli American Bulldog mostrano una marcata somiglianza con le prime rappresentazioni che raffigurano i Bulldog Inglesi del primo settecento, ed è ancora oggi usato per la guardia nelle fattorie, nelle abitazioni e ove permesso, per la caccia ai cinghiali e agli orsi. Fate attenzione quindi, scorgendo dipinti e/o litografie raffiguranti vecchie scene di caccia con l'ausilio di muscolosi cani, state ammirando un American Bulldog.   

  

 (La Legenda)

"Mio padre ebbe il suo primo A.B. quando aveva 14 anni. Questo fu 75 anni fa"  dice John D. Johnson. " La nostra famiglia è stata insieme a questa razza per molto, molto tempo". John D., come preferisce essere chiamato, comprò il suo primo cucciolo quando aveva solo 3 anni di età. Suo padre lo portò a trovare un uomo che viveva lì vicino. Accanto al camino c'era una cucciolata. "Posso ancora vedere quei cuccioli come fosse ieri" Mio padre disse, " andiamo John D., scegline uno". Il bambino si chinò e scelse senza esitare un grosso cucciolo maschio. "Avrei dovuto scegliere una femmina", sorrise Mr. Johnson "quello fu il mio primo errore". Il piccolo cucciolo di John D. risultò essere un compagno ideale e fuori dal comune. Il cane ed il ragazzo divennero ben presto inseparabili. Questo cane fu per lui uno splendido amico tanto da indurlo ad allevare questi stessi animali. Egli tormentò il padre perchè gli permettesse l'acquisto di una femmina. "Papà non aveva in mente un allevamento di cani, ma sapeva che se mai avessi avuto una cucciolata non sarei stato in grado di separarmi da loro. Avevo 14 anni quando finalmente ebbi la mia prima femmina". L'amore e l'entusiasmo di Mr. Johnson per l'American Bulldog è facilmente visibile a coloro che sono abbastanza fortunati da visitare la sua residenza a Summerville, Georgia. John D. e sua moglie Mildred, dividono la loro bellissima tenuta di 60 acri, nelle montagne della Georgia del Nord, con due dozzine di questi rari cani. "Quando io e Mildred ci sposammo, lei non poteva stare con i cani. Non voleva neanche esserne sfiorata. Ma io amavo così tanto la razza che, suppongo, lei o imparava ad amarli o mi avrebbe lasciato". Basta guardare il rapporto dei Johnson con i loro cani per capire che sono "full parteners"nei loro sforzi per proteggere gli A.B..

"Noi abbiamo speso migliaia e migliaia di dollari per proteggerli. Quando ero ragazzo, c'erano molti di questi cani qui intorno, ma dal momento in cui divenni adulto cominciarono ad estinguersi".

"C'erano molte persone come mio padre che ne avevano uno o due, ma essi in realtà non si curavano di allevarli. Qualcuno avrebbe dovuto spendere tempo e denaro ed io amavo troppo questa razza. Ogni volta che venivamo a conoscenza che ci fosse un buon cane disponibile, noi lo compravamo per aggiungerlo al nostro programma d'allevamento. Facemmo pubblicità dappertutto e ben presto anche altre persone si interessarono all'A.B.  L'American Bulldog stava facendo un ritorno (di moda)".

"In questo paese non allevammo per ridurre la taglia", afferma Mr. Johnson. L'A.B. è ancora un grande animale". Ha in verità trovato uso come cane multifunzionale. Sono stati usati per cacciare orsi, maiali selvatici, scoiattoli e anche ai rifugi dei procioni lavatori. Oltre alla difesa del territorio e/o dell'abitazione, i Bulldog di Mr. Johnson lo aiutano nell'allevamento del bestiame. I Johnson erano, una volta, allevatori di ...CONTINUA...................